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Ministra Gelmini

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Potrebbe stupire il desiderio di una rilettura nostalgica della scuola del passato da parte della Ministra Gelmini, giovane e cresciuta nella scuola post-sessantottina, in quella scuola che oggi vuole distruggere, restituendole una veste da primi anni del novecento.
Le “invenzioni” estive esprimono, apparentemente e in parte, interventi demagogici e restauratori (voto in condotta, grembiulino uguale per tutti, voti anziché giudizi), ma principalmente rivelano le reali intenzioni di questo Governo: interventi drastici mirati al risparmio e a recuperare denaro sulla spalle della Scuola pubblica, a totale vantaggio della scuola privata.
Una controriforma autentica, che non si occupa né di pedagogia né di didattica: l’unico, devastante obiettivo è la distruzione della Scuola pubblica, che diverrà il ghetto dei poveri, degli ultimi.
La proposta di  trasformare in fondazioni private le scuole pubbliche va ben oltre l’idea di una riforma democratica degli organi collegiali: si tratta di avviare migliaia di piccoli consigli di amministrazione, che avranno il compito di procacciare denaro per il funzionamento, quindi il sapere al servizio del miglior offerente.
L’idea di assunzione diretta dei docenti da parte dei dirigenti lascia profilare un concetto di scuola-azienda, dove la democrazia (concorsi, collegialità) diverrà una parola desueta.
Il ritorno al maestro unico, il tuttologo,  sarà la grande nuova magia per un risparmio colossale per le casse dello stato: chiusura, nei fatti, del tempo pieno, fine di apprendimenti specifici, abolizione di una progettualità diffusa, espressa dalle contemporaneità dei docenti, diminuzione dei tempi curricolari (tranne che per l’insegnamento della religione cattolica), ma migliaia di posti di lavoro in meno.
Studenti e lavoratori della scuola, precari e non,  che si apprestano ad avviare il nuovo anno scolastico dovranno affrontare questa idea di scuola lanciata dalla Ministra Gelmini, ma ancor di più questa idea di società, dove, nonostante le belle parole enunciate sulla centralità della persona, le persone non avranno più alcuna garanzia del diritto alla conoscenza, del diritto al sapere, di una scuola uguale per tutti, della libertà di insegnamento, di una scuola che si fonda sulla Costituzione
( la Costituzione va applicata, non enunciata a parole), di una scuola democratica.
Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia e combatte questo disegno di scuola e di società e, consapevole della grande risorsa della Scuola Pubblica, che ha saputo contrastare i tanti tentativi per ridurla al silenzio, si pone al fianco degli studenti e dei lavoratori della scuola , che, con le loro lotte sapranno osteggiare il nefasto disegno di questo governo di destra.
Carla Corciulo
 

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